La Roulette: Origine e Storia
Il filosofo e matematico Blaise Pascal è principalmente ricordato per il grande contributo che ha dato al pensiero scientifico e al progresso culturale dell’umanità. Tanti sono gli apporti che il francese ha dato alla matematica, alle scienze sociali, alla filosofia: hanno il suo nome un Teorema, un Triangolo e persino un linguaggio di programmazione, chiamato così in suo onore per avere a suo tempo inventato il primo calcolatore automatico (la pascalina). Il nome di Pascal è però associato anche ad uno dei giochi da casinò di maggior successo, forse il re delle sale da gioco: la roulette.Sembra infatti che la ruota che è alla base della roulette (il cui nome significa appunto in francese “piccola ruota”) sia nata dai tentativi di Pascal di creare un meccanismo in grado di produrre il moto perpetuo. Quello che è convenzionalmente accettato, comunque, è che la storia della roulette ha come data di nascita il 1655, anno in cui dagli studi di Pascal scaturisce la ruota che oggi muove la plancia di gioco della roulette.
La comparsa di una configurazione simile a quella attuale, però, arriva solo molto più tardi, ed è databile almeno a partire dal 1796: la novella uscita nel 1801 ad opera di Jacques Lablee, dal titolo “La Roulette, ou le Jour”, fornisce una dettagliata descrizione della roulette che Lablee aveva visto cinque anni prima in occasione di una visita al Palazzo Reale di Parigi. Sappiamo che nel 1758 nella regione canadese della Nuova Francia il gioco era stato bandito, per cui è ipotizzabile che il gioco sia stato praticato in tutto il corso del XVIII secolo, tuttavia ad oggi non sono state rintracciate descrizione del gioco più antiche di quella di Lablee. Un’altra data cardine è il 1842, anno in cui, per rendere più competitivo il casinò da loro gestito ad Homburg, i fratelli Francois e Louis Blanc eliminano il “doppio zero” (tuttora presente invece nella versione americana del gioco), abbassando così i vantaggi del banco e facendo letteralmente scoppiare la febbre da roulette fra i giocatori di tutta Europa: il successo della roulette a zero singolo è strepitoso, e presto tutti i casinò d’Europa devono adeguarsi e adottare lo stesso tipo di roulette.
Sembra che ai tavoli dei fratelli Blanc sia passato anche Fëdor Dostoevskij: se certamente un fatto simile non può essere confermato, di sicuro il russo fu uno straordinario appassionato del gioco, di cui descrisse mirabilmente le atmosfere e le passioni febbrili che si agitano intorno ai tavoli in quel capolavoro letterario che è “Il giocatore”. Ma i riferimenti aneddotici legati alla roulette non si fermano qui: la leggenda vuole ad esempio che i fratelli Blanc, in cambio del successo commerciale, vendettero l’anima al diavolo.
La storia prese corpo probabilmente perché la roulette ha in effetti qualcosa di demoniaco, visto che la somma dei suoi numeri è 666…
Al di là delle storie inventate, comunque, è certo che la conformazione della Roulette come oggi la conosciamo e la giochiamo si deve ai fratelli Blanc; della loro anima, purtroppo, non si hanno notizie.
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