Il gioco delle carte è arrivato in Italia ed in Spagna dall’Egitto verso la fine del 14º secolo. La maggior parte dei mazzi di carte consisteva in sole 20 carte. Nei primi mazzi di carte in Italia e Spagna si usavano i simboli latini: spade, coppe, danari e bastoni.
Anche i primi mazzi di carte inglesi usavano i simboli latini, adottando poi gradualmente le picche, i cuori, i quadri ed i fiori, usati in Francia sin dal 1480 ed in uso tuttora.
Pur essendo il poker il gioco di carte più famoso al mondo, le sue origini restano alquanto sconosciute. La provenienza stessa della parola “poker” rimane ignota e può derivare da lingue diverse. Alcuni storici la attribuiscono ad un gioco francese del 18º secolo chiamato “poque”, altri al gioco tedesco “pochspiel” in cui i giocatori dichiaravano se volevano passare o puntare dicendo: "Ich Poche!"
Il poker veniva giocato a New Orleans già nel 1829 con un mazzo di 20 carte e quattro giocatori che scommettevano su chi avesse la mano più alta. Non veniva effettuata la distribuzione delle carte e le puntate venivano poste su una limitata scelta di combinazioni: una coppia, due coppie, tris e “full” – così chiamato perché è l’unica combinazione in cui tutte cinque le carte sono attive – e poker.
Il poker si è diffuso da New Orleans al resto degli Stati Uniti da chi giocava sulle barche lungo il Mississippi. Il poker diventò una parte integrale della cultura del Wild West e dei pionieri, per la maggior parte viaggiatori, avventurieri e amanti del rischio.
Agli inizi del 20º secolo il poker diventò il più popolare gioco di carte del mondo. Non fu più considerato un gioco di imbroglioni e giocatori d’azzardo professionisti ma un vero gioco d’abilità, uno sport praticato in tutto il mondo. La reputazione dei giocatori di poker professionisti divenne sempre più equiparata a quella degli atleti e delle star del cinema piuttosto che a quella dei comuni fuorilegge.
La terminologia del gioco divenne presto una parte integrale della cultura americana ed inglese. Frasi come “poker face”, "up the ante", "call the bluff", "wild card", "cash in", "stack up", "when the chips are down", "beats me", "ace in the hole" e molte altre furono assimilate e tutt’ora usate nella lingua inglese di ogni giorno. Anche in Italia, si possono ormai spesso sentire facilmente espressioni come "faccia da poker".
Il gioco del poker veniva trasmesso in televisione con una frequenza più o meno regolare ancora trent’anni prima dell’invenzione della hole-card camera (“pocket cam”). ESPN iniziò a trasmettere ogni anno negli Stati Uniti la finale del Main Event delle World Series of Poker (WSOP). Il programma, che durava un’ora, non riscosse grande successo perché gli spettatori non potevano vedere le carte dei giocatori e potevano solo basarsi sulle congetture dei commentatori.
Ma l’invenzione della hole-card camera fece del poker uno sport da seguire da casa permettendo agli spettatori di seguire il gioco e rendendolo una parte integrale della cultura moderna.
Anche se così non sembra, il poker online è relativamente nuovo, iniziò nel 1998 con la prima sala da poker online.
Il poker online riscosse un grande successo in tutto il mondo nel 2003 quando fu trasmesso in televisione negli Stati Uniti. Il World Poker Tour fece il suo debutto sul Travel Channel nel marzo del 2003 diventando il programma con l’indice d’ascolto più alto in tutta la storia dello stesso canale televisivo. Anche le World Series of Poker riscossero alti indici di ascolto su ESPN.
Lo stesso anno, Chris Moneymaker, un ragioniere di 32 anni, si iscrisse al Main Event delle WSOP tramite un torneo satellitare online da $39 e vinse il primo premio da $2.5 milioni. La sua storia attirò milioni di giocatori al poker online.
Oggi molti amanti del poker hanno addottato il poker online giocando in prestigiose sale da gioco come Full Tilt Poker che vanta frequentatori di rilievo come Phil Gordon, Erik Seidel, Chris "Jesus" Ferguson ed altri. Phil Hellmuth, Antonio Esfandiari, David "Devilfish" Ulliot e Annie Duke sono assidui dell’UltimateBet e la leggenda del poker Doyle Brunson.
Anche i primi mazzi di carte inglesi usavano i simboli latini, adottando poi gradualmente le picche, i cuori, i quadri ed i fiori, usati in Francia sin dal 1480 ed in uso tuttora.
Pur essendo il poker il gioco di carte più famoso al mondo, le sue origini restano alquanto sconosciute. La provenienza stessa della parola “poker” rimane ignota e può derivare da lingue diverse. Alcuni storici la attribuiscono ad un gioco francese del 18º secolo chiamato “poque”, altri al gioco tedesco “pochspiel” in cui i giocatori dichiaravano se volevano passare o puntare dicendo: "Ich Poche!"
Il poker veniva giocato a New Orleans già nel 1829 con un mazzo di 20 carte e quattro giocatori che scommettevano su chi avesse la mano più alta. Non veniva effettuata la distribuzione delle carte e le puntate venivano poste su una limitata scelta di combinazioni: una coppia, due coppie, tris e “full” – così chiamato perché è l’unica combinazione in cui tutte cinque le carte sono attive – e poker.
Il poker si è diffuso da New Orleans al resto degli Stati Uniti da chi giocava sulle barche lungo il Mississippi. Il poker diventò una parte integrale della cultura del Wild West e dei pionieri, per la maggior parte viaggiatori, avventurieri e amanti del rischio.
Il poker e la cultura popolare
Nel 1910 il Nevada dichiarò il gioco di scommesse illegale, mentre nella California il “draw poker”, a differenza dello “stud poker”, rimase immune dalle leggi anti gioco d’azzardo in quanto ritenuto un gioco d’abilità.Agli inizi del 20º secolo il poker diventò il più popolare gioco di carte del mondo. Non fu più considerato un gioco di imbroglioni e giocatori d’azzardo professionisti ma un vero gioco d’abilità, uno sport praticato in tutto il mondo. La reputazione dei giocatori di poker professionisti divenne sempre più equiparata a quella degli atleti e delle star del cinema piuttosto che a quella dei comuni fuorilegge.
La terminologia del gioco divenne presto una parte integrale della cultura americana ed inglese. Frasi come “poker face”, "up the ante", "call the bluff", "wild card", "cash in", "stack up", "when the chips are down", "beats me", "ace in the hole" e molte altre furono assimilate e tutt’ora usate nella lingua inglese di ogni giorno. Anche in Italia, si possono ormai spesso sentire facilmente espressioni come "faccia da poker".
Poker in televisione
Nel 1970 le World Series of Poker (WSOP) ed i tornei di poker che seguirono come il World Poker Tour (WPT), l’European Poker Tour (EPT) ed altri, resero il gioco del poker famoso in tutto il mondo.Il gioco del poker veniva trasmesso in televisione con una frequenza più o meno regolare ancora trent’anni prima dell’invenzione della hole-card camera (“pocket cam”). ESPN iniziò a trasmettere ogni anno negli Stati Uniti la finale del Main Event delle World Series of Poker (WSOP). Il programma, che durava un’ora, non riscosse grande successo perché gli spettatori non potevano vedere le carte dei giocatori e potevano solo basarsi sulle congetture dei commentatori.
Ma l’invenzione della hole-card camera fece del poker uno sport da seguire da casa permettendo agli spettatori di seguire il gioco e rendendolo una parte integrale della cultura moderna.
Poker online
Il poker si è ampiamente diffuso grazie alla tecnologia virtuale, con l’aiuto di Internet e di varie sale da poker online che hanno permesso ai giocatori di giocare da casa.Anche se così non sembra, il poker online è relativamente nuovo, iniziò nel 1998 con la prima sala da poker online.
Il poker online riscosse un grande successo in tutto il mondo nel 2003 quando fu trasmesso in televisione negli Stati Uniti. Il World Poker Tour fece il suo debutto sul Travel Channel nel marzo del 2003 diventando il programma con l’indice d’ascolto più alto in tutta la storia dello stesso canale televisivo. Anche le World Series of Poker riscossero alti indici di ascolto su ESPN.
Lo stesso anno, Chris Moneymaker, un ragioniere di 32 anni, si iscrisse al Main Event delle WSOP tramite un torneo satellitare online da $39 e vinse il primo premio da $2.5 milioni. La sua storia attirò milioni di giocatori al poker online.
Oggi molti amanti del poker hanno addottato il poker online giocando in prestigiose sale da gioco come Full Tilt Poker che vanta frequentatori di rilievo come Phil Gordon, Erik Seidel, Chris "Jesus" Ferguson ed altri. Phil Hellmuth, Antonio Esfandiari, David "Devilfish" Ulliot e Annie Duke sono assidui dell’UltimateBet e la leggenda del poker Doyle Brunson.

